Allineare i moduli standard per l’edilizia alle novità del Decreto Salva casa.
Semplificandoli e fornendo, tra le righe dei diversi modelli, chiarimenti per l’applicazione del decreto n. 69/2024, in vigore ormai da fine maggio ma ancora in attesa del pieno decollo, tra difficoltà nell’integrazione con le regole regionali e dubbi applicativi legati ad alcuni passaggi di difficile interpretazione.
Il Governo, per proseguire la sua opera di ripensamento delle norme legate all’edilizia, sta lavorando alla revisione di Cila, Scia e permesso di costruire.
Sul tema è, così, attiva da un paio di settimane una commissione di esperti, nella quale siedono anche rappresentanti di professioni e associazioni di imprese, che sta collaborando con il ministero della Pubblica amministrazione e con quello delle Infrastrutture al ripensamento dei modelli attuali, con l’obiettivo di portarli nel giro di pochi giorni all’approvazione della Conferenza Unificata tra Governo, Regioni ed Enti locali, per poi passare al recepimento delle Regioni; l’accordo precedente risale al 4 maggio del 2017.
In queste ore è in fase di chiusura il lavoro sulla Scia, che era anche quello più complesso.
Proprio l’applicazione del Salva casa ha reso evidente la necessità di aggiornare quei modelli che, ormai, hanno quasi dieci anni.
Al loro interno, ad esempio, non sono contemplate tutte le nuove sanatorie introdotte dal Dl n. 69/2024. Allo stesso tempo, poi, il varo della nuova modulistica, come è successo qualche anno fa con la Cila superbonus, potrebbe essere l’occasione per sciogliere alcuni problemi applicativi legati al Salva casa.





